Il concetto di freeride incarna l’anima dello sport sulla neve. Il concetto di freeride ha preso forma nel preciso istante in cui la razza umana, ha compreso come assicurare dei pezzi di legno ai piedi per potersi muovere più facilmente sulla neve. Il prossimo passo è stato capire che in questo modo la legge di gravità poteva essere violata, permettendoci di volare.
E’ intorno agli anni 30/40 quando il campione di sci alpino Emile Allais e la sua banda di amici iniziano ad assaltare “letteralmente” guglie e couloirs, partendo dalle cime del Monte Bianco. Alcune delle loro discese risultano molto difficili da immaginare, sopratutto considerando la rudimentalità dei materiali a disposizione all’epoca.
Infatti è solo nel periodo tra glia anni 60/70, anni in cui “Ski Extreme” fu fondata ed i materiali migliorarono notevolmente, che il freeride inizia ad attrarre un’attenzione globale.
La paternità di questo risultato è da attribuirsi allo stile molto aggressivo di alcuni rider che praticavano questo sport sperimentale, uomini visionari delle montagne, come Sylvain Saudan, Patrick Vallencant, Bruno Gouvy and Jeanmarc Bolvin – tiravano estremamente i limiti dello sci in un modo mai visto prima. In quei giorni il freeride era davvero al limite dell’umano: cadere era uguale a morire. Non c’erano alternative.
Oltre oceano la scena non era molto diversa, guidata da pionieri come Bill Briggs e dal Californiano Steve McKinney, tutti giovani rider si mettevano alla prova nei ripidi pendii delle Rockies, il Wasatch e della Sierra Nevada.
Rispetto agli europei, gli Americani erano più su uno stile Hollywood, showbusiness… icone come Glen Plake e Scott Schimdt portarono un look estetico totalmente innovativo nella “ski experience” Americana degli anni 80. Questo look in aggiunta allo sport in se fu fonte di ispirazione per il filmmaker Greg Stump , il quale iniziò una serie di produzioni video che resero il freeride famoso a tal punto, che si iniziò a creare eventi e competizioni per questo magnifico sport!
Eccoci quindi arrivati alla 1a Edizione della mitica WESC, World Extreme Ski Championships dell’Alaskan Wasatch, siamo nel 1991 ed una gang di freeriders si trova a dover competere su pareti con un esposizione totale…ed è così che venne alla luce il Big Mountain Freeride!
Nel frattempo gli europei, in particolare i francesi e gli svedesi, affinavano ed elogiavano eccessivamente le loro tecniche di discesa sui grandi pendii… principalmente del Monte Bianco e nella zona dell’alta Savoia. Dall’America giunsero le voci dei primi freeride contest, ed così che nacque la scena mondiale del freeride che oggi conosciamo!
Siamo nel 1999, quando un teenager francese, di nome Guerlain Chicherit tracciò una linea (traiettoria) incredibilmente dritta nel avverso e pericoloso territorio Alaskano del WESC, questa linea gli garantì la sua prima vittoria. Negli anni a seguire sempre più giovani e non solo si avvicinarono a questo magnifico sport accompagnati dal totale supporto di aziende produttrici che sviluppano linee di materiali dedicate e specifiche per un esperienza sempre più sicura e migliore…
Ed così che siamo arrivati oggi ad avere una situazione freeride mondiale ben strutturata ed avvincente. Sicuramente gli americani rimarranno ancora per un po’ un passo avanti a noi europei! Ma li raggiungeremo!
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